domenica 24 ottobre 2010

SALARI MINIMI RENDONO LA VITA DIFFICILE PER COLORO IN FONDO ALLA SCALA SOCIALE

“....i giorni felici sono quelli in cui abbiamo i soldi proprio per sopravvivere...

Nooward Phankham lavora in una fabbrica e da sempre riceve la paga base sindacale che non basta a tenere la famiglia sopra la soglia di poverta’.

Come extra, va’ a vendere merce in strada privandosi di qualsiasi forma di intrattenimento e vacanza per poter risparmiare. Le ha provate tutte per arrivare a fine mese e la realta’ vuole che sia lei che la sua famiglia hanno da tempo dimenticato la parola felicita’.

i giorni felici sono quelli in cui abbiamo i soldi proprio per sopravvivere” dice Nooward, 43 anni e madre di 3 figli.

15 anni trascorsi a lavorare per la stessa fabbrica tessile nei paraggi di Samut Sakhon, la paga raramente e’ andata al di sopra della paga base sindacale.

Guadagna 207 baht al giorno, poco piu’ dei 205 baht stabiliti dalla commissione provinciale composta da rappresentanti di aziende, lavoratori e governo.

La scorsa settimana, la commissione ha discusso il salario minimo per il prossimo anno. Le aziende si oppongono alla proposta fatta dal Primo Ministro Abhisit Vejjajiva di alzare il salario giornaliero di 44 baht in favore di un modesto 10 baht.

I dipendenti hanno chiesto un aumento di 215 baht che permetterebbe loro di far fronte al rapido aumento del costo della vita.

l’aumento di 10 baht non farebbe alcuna differenza per noi” afferma Nooward aggiungendo che se il salario minimo arrivasse a 300 baht al giorno, non basterebbe ancora.

Senza straordinari, Nooward vende gelatina di cocco per strada per poter arrotondare iniziando il tardo pomeriggio e finendo alle 1 del mattino. Tutto cio’, le procura 100 baht in piu’ al giorno.

“E’ una vita dura e stancante. Vorrei avere piu’ tempo per la mia famiglia ma non posso” dice.

Di notte, sono in 5 in famiglia a convivere in un monolocale che affittano a 1,100 baht al mese.

Il marito ed i figli guadagnano meno di 6,000 baht al mese. Tutto lo stipendio del marito se ne va’ per pagare le rate del camioncino acquistato per fare il proprio lavoro. I figli gemelli di 21 anni lavorano in una fabbrica e ricevono il salario minimo.

sono responsabile per tutte le spese della famiglia comprese quelle per far studiare mia figlia di 12 anni” dice ed aggiunge “anni fa’, la vita non era dura come adesso perche’ la roba non era cosi’ cara”.

Ci sono 37 milioni di persone che lavorano in Tailandia, afferma il Ministro del Lavoro aggiungendo che 10 milioni non hanno completato la scuola primaria e pertanto non svolgono lavoro qualificato percependo cosi’ la paga base sindacale.

Le aziende premono per tenere i salari bassi citando come motivo il basso livello educativo e di specializzazione.

“Le aziende possono pagare di piu’ se i dipendenti sono piu’ qualificati e possiedono la conoscenza per effettuare un lavoro di qualita’” afferma Sompong Nakornsri, presidente della Federazione Datori di Lavoro Thailandesi.

Il 5-10% dei costi di produzione di un’attivita’ qua’ sono costituiti dal costo della manodopera – dice Sompong, aggiungendo che “se accettassimo l’aumento di 44 baht proposto dal PM, cio’ diventerebbe per noi un grosso carico”.

Sompong afferma che l’attuale salario minimo si applica ai lavoratori sotto praticantato i quali automaticamente guadagneranno di piu’ dopo che avranno sviluppato la conoscenza necessaria nel tempo.

Questa affermazione pero’ non corrisponde a casi come quelli di Nooward ed altri suoi colleghi che hanno lavorato per tanti anni e viene loro corrisposto ancora il salario minimo.

Youngyuth Chalamwong, economista all’Istituto di Ricerca e Sviluppo Thailandese, indica che il piano di aumento di stipendio a cui si riferisce Songpong esiste solo nelle grandi aziende.

L’attuale salario minimo non garantisce una vita decente e felice ai lavoratori i quali hanno un potere d’acquisto debole.

Youngyuth dice che un aumento non farebbe scappare gli investitori poiche’ sarebbe visto come una garanzia di qualita’ nella produzione e suggerisce che la via verso un aumento consistente quali i 44 baht, potrebbe attuarsi nei prossimi anni (non nel prossimo anno) cosicche’ da consentirne l’adattamento ai datori di lavoro.

Mentre le negoziazioni sono sempre in corso, lavoratori come Nooward continuano a sentirsi incerti nel loro futuro. Nooward deve risparmiare nei prossimi mesi per mettere da parte 170,000 baht da pagare annualmente per fondi presi in prestito dallo Stato.

Da tempo non vede i propri genitori a Chaiyaphum perche’ non puo’ permettersi il tempo e i soldi per il viaggio. Iscrivere la figlia piu’ giovane al college non e’ possibile poiche’ costa caro.

Il mio sogno per il futuro e’ quello di riuscire a pagare tutti i miei debiti e ritornare al mio villaggio lavorando li’ “ afferma ed aggiunge “di certo, non posso affidare il mio futuro nel lavoro che ho adesso“.


19/10 Fonte: Bangkok Post

venerdì 22 ottobre 2010

AI POLIZIOTTI MANCA IL CORAGGIO DI FARE IL LORO DOVERE


Promozioni piu’ giuste ed un sistema di trasferimento sono le misure necessarie per riformare le forze di Polizia Tailandesi



Questa e’ l’affermazione di Watcharapol Prasarnratchakij, vice capo polizia nazionale.

La riforma della Polizia fa parte del progetto di riconciliazione. Vasit Dejkunjorn, un ex generale in pensione, e’ stato nominato dal Primo Ministro a capo della commissione di riforma della Polizia avente il compito di redigere un piano di riforma che possa rendere l’Arma piu’ responsabile verso la gente.

Il Generale Watcharapol afferma che il piano di riforma avrebbe lo scopo di creare poliziotti piu’ sicuri nell’espletazione del loro dovere.

Il fenomeno di ‘polizia pomodoro’ riflette l’insicurezza dei poliziotti di poter avanzare di carriera” ha riferito Watcharapol ai microfoni durante un seminario tenutosi ieri dall’Associazione Giornalisti e la Fondazione Sviluppo Stampa Tailandese.

‘Polizia pomodoro’ e’ il termine marchiato a loro durante la protesta delle maglie rosse riferendosi a quei poliziotti che simpatizzavano con i protestanti leali all’ex Primo Ministro Thaksin Shinawatra (rossi dentro e fuori).

Il Generale ha continuato dicendo che un modo per aumentare la sicurezza nei poliziotti e’ quello di garantire un sistema di promozione giusto e trasparente e di trasferimento basato su merito ed anzianita’.

L’annuale reimpasto della Polizia e’ stato oggetto di critiche poiche’ macchiato di corruzione ed interferenza politica.

Sompien Eksomya – ex capo della Polizia di Bannang – e’ visto come vittima di interferenza politica e di ingiustizia all’interno del sistema di promozione e trasferimento. L’anno prima che andasse in pensione, ha chiesto il trasferimento da Yala ad una localita’ piu’ sicura quale Trang. La sua richiesta non ha avuto risposta e il 12 Marzo lui, sua moglie e l’autista sono stati uccisi da una bomba piazzata dai ribelli.

Il Generale Watcharapol dice che il capo della Polizia Provinciale deve essere attentamente selezionato e corrispondere ad un manager professionale cosiccome ogni stazione di polizia deve avere un sovraintendente competente.

Dobbiamo assicurarci che il piano di riforma produca poliziotti di qualita’ a tutti i livelli” afferma il Generale Watcharapol aggiungendo la necessita’ di migliorare le stazioni di polizia rendendole piu’ accettabili e responsabili alla gente.

Il sistema di reclutamento e addestramento dovrebbe essere rivisto assieme ad un maggiore investimento nella tecnologia. Si sono spesi in totale 2 miliardi di baht per il noleggio degli automezzi operativi mentre solo 200 milioni sono stati spesi in tecnologia.

Sawaeng Boonchalermvipas, lettore alla Thammasat University, dice che il numero di poliziotti dovrebbe essere ridotto e che la polizia locale dovrebbe lavorare con le comunita’ locali al fine di accelerare il processo di riforma e aggiunge che i poliziotti dovrebbero applicare di piu’ la legge e mantenere ordine.

E’ ora che la Polizia inizi ad aprirsi ai cambiamenti permettendo alla gente di prenderne parte” dice ancora Sawaeng.

Kasemsant Chotichakornphan, vice-decano di Pubblica Amministrazione all’Istituto Nazionale di Sviluppo Amministrativo, ha detto che le riforme devono coinvolgere i politici, il pubblico e la polizia aggiungendo che il governo deve varare le riforme mentre la polizia deve essere pronta ad abbracciarle con mente aperta.

Il problema che la Polizia sta attraversando riguarda una crisi d’identita’” afferma il Colonnello Kasemsant aggiungendo che uno degli ostacoli per la riforma e’ costituito dalla mancanza di sicurezza nella politica si Stato e nella commissione di riforma.

Boontan Tansuthepweerawong, segretario-generale della Commissione Diritti Umani, dice che il piano di riforma della polizia non puo’ procedere senza la partecipazione dei media e del pubblico. “Il dibattito sul programma di riforma deve essere condotto apertamente a livello nazionale e la Polizia dovrebbe inoltre essere incoraggiata a rispettare i diritti della gente” aggiunge Boontan.


Fonte: Bangkok Post

martedì 19 ottobre 2010

INONDAZIONI DEVASTANO L’ISAAN


lavoratori della zona industriale di Nava Nakorn in Nakornratchasima si fanno strada in mezzo a 1,3 metri d’acqua



Forti inondazioni continuano a devastare molte zone del Paese con il Nord-Est tra i piu’ colpiti e particolarmente Nakhon Ratchasima dove le autorita’ dicono che e’ la peggiore inondazione degli ultimi 50 anni che sta causando forti danni alle coltivazioni, allevamenti, latticini assieme a proprieta’ private e stabilimenti industriali.

Le autorita’ non riescono ancora a quantificare il danno a coltivazioni ed allevamenti poiche’ il livello dell’inondazione e’ ancora persistente e solamente quando l’acqua si ritirera’, sara’ possibile fare una valutazione.

C’e’ preoccupazione per altre possibili inondazioni portate dal tifone Megi sebbene il Servizio Meteorologico ha detto che il tifone ha cambiato corso dopo aver toccato le Filippine e si sta muovendo verso il Sud della Cina. Tuttavia, le previsioni del tempo parlano di ancora pioggia nelle prossime 48 ore prima dell’arrivo dell’alta pressione dalla Cina.

Le autorita’ riferiscono che 16 province tra Nord, Nord-Est e Centro sono state allagate.

Si stima che il danno al raccolto nelle zone di Nakhon Ratchasima e Prachin Buri, ammonti a centinaia di milioni di baht. In aggiunta alle coltivazioni ed agli allevamenti, anche negozi e hotels sono stati inondati.

“La priorita’ ora e’ quella di salvare le persone colpite e dar loro generi di prima necessita’. I danni sono veramente ingenti” afferma Rumpuengsak Ngamrojanavanich, direttore della divisione tecnologia dell’informazione della Camera di Commercio di Nakon Ratchasima.

“L’inondazione e’ arrivata velocemente e ci ha trovati impreparati. In 2 ore, l’acqua ha raggiunto il livello del ginocchio. Nessun allarme e’ stato dato dalle agenzie Statali” ha detto.

Rumpuengsak afferma che Pak Thong Chai e’ la piu’ colpita assieme all’area esterna del distretto dove il riso viene coltivato.

“Piu’ di 1.600 Kmq. di riso risultano devastati” dice. Pak Thong Chai, Sung Noen, Pak Chong e le aree distrettuali esterne sono tutte allagate.

Rumpuengsak dice che i computer e le attrezzature tecnologiche negli stabilimenti industriali quali Shin-Ei Hitech e MMI Precision Assembly (Thailand) sono tutti allagati da 2 metri d’acqua.

Kulpatra Rakjorboon, un piccolo imprenditore a Pak Chong, lamenta la perdita di 200.000 baht poiche’ 400 sacchi di fertilizzante e 200 sacchi di alimenti per polli si trovano immagazzinati sotto l’acqua in un capannone di Nong Sarai ora come ora allagato.

La Federazione delle Industrie Thailandesi afferma che le compagnie nel Nord Est lamentano l’impossibilita’ di trasportare le materie prime specialmente quelle del settore agricolo.

Chumpon Somchai, presidente della Camera di Commercio di Prachin Buri, diche che il danno maggiore dell’allagamento nel distretto e’ principalmente nel comune di Kabin Buri il quale dovrebbe essere minore rispetto a Nakhon Ratchasima.

Ci si aspetta che la Bank for Agriculture and Agricultural Cooperatives (BAAC) proponga assistenza ai coltivatori colpiti. Tra le misure a breve termine figurano i pagamenti dei prestiti per un’altro anno mentre, tra le misure a lungo termine, e’ inclusa l’estensione dei pagamenti su prestiti fino a 3 anni per quei coltivatori i cui redditi sono crollati per piu’ del 50%.

La BAAC inoltre considerera’ l’estensione dei prestiti ai coltivatori sino a 100.000 baht con un tasso di 3 punti in meno.


19/10/10 – Bangkok Post

lunedì 18 ottobre 2010

LA COLPA E’ DEI TAILANDESI, NON DEGLI IMMIGRATI

Il fallimento di una risposta formale ai lavoratori immigrati che in numero enorme si riversano nei confini Tailandesi offrendosi come manodopera a basso costo, funzionari ed ufficiali Tailandesi e Birmani ne hanno permesso il traffico ed il contrabbando nelle mani di organizzazioni criminali e mediatori senza scrupoli


Il cadavere, vestito di un completo nero con cravatta, emerge dalla cella frigorifera. Io ed il mio collega rimaniamo scioccati nell’obitorio mentre facciamo domande riguardo Awa, un giovane immigrato della tribu’ dei Shan morto ucciso da un elefante mentre lo stava sfamando in un parco safari a Chiang Mai.

Parenti di Awa non si sono fatti avanti per identificare e reclamare il corpo per la paura di venire arrestati poiche’ non sono registrati e quindi illegali. L’assistente ci ha spiegato che cio’ non permette l’emissione del certificato di morte che da’ il via al procedimento legale e pertanto il corpo non verra’ lavato e pulito ma cremato dopo una cerimonia religiosa e le ceneri gettate via. Dopotutto, Awa era solo l’ennesimo Birmano illegale.

Awa e’ morto nel 2006 e, come succede solitamente agli immigrati in Tailandia, e’ morto in un tragico silenzio. Queste morti riguardano i piu’ sfortunati dei quasi 2 milioni e piu’ immigrati lavoratori presenti in Tailandia e continuera’ ad essere cosi’ a meno che le cose cambino radicalmente nella insufficiente gestione dell’immigrazione da parte del Governo.

Dopo tanti anni, ora capisco davvero il significato del contrasto tra 2 cadaveri che ho visto quel giorno ossia il modo in cui gli immigrati finiscono nel gradino piu’ basso di qualsiasi altro essere umano nella piramide sociale Tailandese.

Per oltre 20 anni, l’economia Tailandese ha utilizzato manodopera a basso costo dai confinanti Cambogia, Laos e Birmania per sostenere la rapida crescita economica. Il sudore degli immigrati (e spesso anche il loro sangue) hanno contribuito alla costruzione di grattacieli ed interi quartieri.

Inalando sostanze nocive e con una pelle sempre piu’ scura, gli immigrati contribuiscono a progetti agricoli intensivi che sporcano le campagne. Pulendo le case e badando ai vecchi ed ai malati, le donne immigrate costituiscono un servizio sociale inestimabile per le famiglie Tailandesi le cui donne rimangono cosi’ libere di perseguire la loro ben remunerata professione mentre le immigrate subiscono abusi e soprusi, confinate dentro quattro mura dalle quali spesso non possono uscire.

Il contributo degli immigrati all’economia Tailandese e’ stata da poco quantificata oltre ogni dubbio anche dagli economisti della Banca Mondiale.

I legislatori Tailandesi piu’ prominenti hanno spesso insistito negli ultimi 20 anni che questi lavoratori immigrati “illegali” costituissero una forza temporanea. Il programma di “regolarizzazione” varato ogni anno dal Governo, concedeva i mezzi per regolare il loro stato da illegale a legale dove potevano lavorare per 1 anno previa decisione di deportazione in qualsiasi momento.

C’e’ il fallimento di una risposta formale ai lavoratori immigrati che in numero enorme si riversano nei confini Tailandesi offrendosi come manodopera a basso costo e dove funzionari ed ufficiali Tailandesi e Birmani permettono che il loro traffico e contrabbando avvenga tramite organizzazioni criminali e mediatori senza scrupoli.

Nella realta’, dal 1988 diversi sistemi di regolamentazione provvisoria degli immigrati assicuravano che oltre 2 milioni di lavoratori (di cui piu’ dell’80% Birmani) rimanessero “illegali” e (secondo alcuni ufficiali Tailandesi) venissero pertanto loro negati diritti umani fondamentali. Nei diritti negati agli immigrati “registrati”, sono compresi compensazione, riabilitazione e disabilita’ nel caso di incidente sul lavoro, il diritto di matrimonio, di guidare un mezzo, di viaggiare fuori dalla provincia nel quale sono registrati e di avere proprieta’.

Osservazioni che la Tailandia sta sistematicamente ed illegittimamente discriminando questi lavoratori aventi permesso di lavoro, sono sempre state rifiutate.

Vittima di questo pasticcio immigratorio sono le centinaia di migliaia di immigrati che sono sempre vissuti “temporaneamente” in Tailandia per piu’ di un secolo. Dato che molti arrivano in Tailandia ad un’eta’ piuttosto giovane, risulta piuttosto naturale che questi trovino il proprio partner, facciano figli e si sposino. La risposta ufficiale e’ stata la loro pubblica demonizzazione a causa della nocivita’ che le immigrate incinte portano al tessuto sociale Tailandese ad al peso esercitato sulle risorse dai bambini immigrati.

Sebbene minacce frequenti di iniziare a deportare le donne incinte non hanno mai avuto esito, molti bambini figli di immigrati rimangono non registrati e pertanto analfabeti e una regolamentazione in merito rimane assente.

Le autorita’ insistono che il flusso irregolare degli immigrati e’ una seria minaccia alla sicurezza nazionale la quale fa emergere la seguente domanda: che cosa si intende per “sicurezza nazionale” ? Significa assicurare la continuazione di corruzione che pervade nel modo in cui questa forza lavoro informale viene gestita o l’abilita’ ad assicurarsi una forza lavoro di oltre 2 milioni di persone che contribuiscono alla crescita economica del Paese dove necessario ma che continuano a vivere in enormi situazioni di sfruttamento ? Se e’ cosi’, allora la sicurezza in Tailandia rimane forte.

Se invece “sicurezza nazionale” incorpora anche un fondamentale livello di sicurezza umana per gli immigrati e richiede una formalizzazione del sistema di gestione dell’immigrazione che possa beneficiare all’economia Tailandese, alla popolazione cosiccome equamente alle aziende e agli immigrati, allora la Tailandia e’ veramente a rischio.

La tensione esistente nei villaggi tra immigrati e Tailandesi sembra essere in aumento poiche’ i Tailandesi capiscono poco chi sono questi immigrati, perche’ sono qui’ e perche’ la loro comunita’, a detta loro, e’ ora a prevalenza di immigrati. Cio’ e’ emerso chiaramente quando i residenti di Ranong (paese al confine con la Birmania) hanno recentemente reclamato che gli immigrati birmani che superavano il processo di verifica della nazionalita’ non venisse loro riconosciuto il diritto di guidare un motociclo.

Molti media utilizzano il loro potere in modo cosi’ irresponsabile e con profondo pregiudizio demonizzando pubblicamente gli immigrati in supporto della linea ufficiale che li brandisce come un pesante fardello per il Paese. Affermando che sono un peso piuttosto che un beneficio per la Tailandia, non corrisponde alla realta’: non hanno previdenza sociale ed il governo ha poche leggi atte a migliorare la loro qualita’ della vita assieme a servizi di cui gli immigrati registrati possono usufruire e che invece non vengono utilizzati.

Reclamando che i loro salari sono piu’ alti qua’ che nel loro Paese e che sono gia’ fortunati che venga loro concesso di stare in Tailandia sebbene siano clandestini, non e’ un motivo giusto per zittire le critiche e per giustificare la negazione di diritti umani fondamentali ma serve piuttosto a consolidare il potere su una manovalanza di immigrati a basso costo, facilmente sfruttabili e remissivi. Dicendo che gli immigrati rubano il lavoro ai Tailandesi corrisponde a dare la colpa nel luogo sbagliato poiche’ sono i datori di lavoro a determinare il mercato della manodopera e non gli immigrati. L’incapacita’ di modernizzare i metodi di lavoro allo scopo di aumentare la produttivita’ ma piuttosto l’affidamento sulla manodopera a basso costo degli immigrati poiche’ il Paese stesso non puo’ produrre, condurra’ presto al cedimento nella competititiva’ globale. Poiche’ i prossimi 20 anni non saranno gli stessi per quanto riguarda l’economia globale, la politica Tailandese sull’immigrazione dovrebbe piuttosto cercare di adattarsi. Il Paese si trovera’ presto non piu’ in grado di competere con altri Paesi dell’ASEAN nella fascia di produzione a basso costo. I consumatori globali sono ora piu’ preoccupati riguardo pratiche di lavoro etniche e meno orientati all’acquisto di beni e servizi derivanti da sfruttamento. Alcuni cercano di dar credito al governo per la sua strategia (pianificata sin dal 1999 ma applicata solo di recente) che vede la formalizzazione del flusso migratorio “irregolare” del Paese in 3 tappe:

1) verifica della nazionalita’ dell’immigrato in Tailandia e rilascio di passaporto temporaneo cosi’ da poter diventare “legale” attraverso un processo di verifica della nazionalita’ (VN).

2) pianificazione del numero strettamente necessario di lavoratori immigrati e succesiva regolazione del flusso immigratorio lavorativo “legale” tramite accordi formali tra i governi dei Paesi coinvolti

3) registrazione come “legali” degli immigrati “illegali” che sono attualmente nel Paese permettendo loro di lavorare temporaneamente fintanto che non si raggiungano le condizioni come da punto 1 e 2

Sembra pero’ che forze negative inculcate nella societa’ Tailandese abbiano costituito la ragione di 20 anni di politica immigratoria informale e continuano ad essere ancora troppo presenti affinche’ tale strategia venga introdotta.

Dal 2002 da quando vennero stabiliti i primi canali di arrivo del lavoro immigratorio, solamente circa 25.000 lavoratori sono stati legalmente portati in Tailandia (una media di 3.000 persone all’anno). Il processo di VN continua a non essere trasparente oltre a custituire un casino costoso.

Circa 1 milione degli oltre 2 milioni di immigrati stimati in Tailandia sono formalmente entrati nel processo di registrazione con scadenza 28 febbraio 2010 e che ha visto la minaccia di deportare coloro che non si registrano.

Questo tipo di costrizione particolarmente sulle minoranze etniche Birmane che lavorano in Tailandia, e’ stato condannato dall’ONU.

Con la stima al 28 febbraio 2012 di circa 1 milione di lavoratori che completeranno il processo di VN (ammesso che la verifica delle informazioni biologiche spedite nelle case degli immigrati siano genuine), il governo si dovrebbe presto rendere conto che un bel numero di immigrati (soprattutte le minoranze etniche Birmane) hanno dato informazioni false al fine di ottenere l’estesione del permesso di lavoro per altri 2 anni. Cio’ accade per paura e confusione in quanto il Ministro del Lavoro non ha spiegato bene agli immigrati ed ai loro datori di lavoro in che cosa consistesse il processo di VN e quale scopo abbia prima di stabilire termini di scadenza irreali.

Chiaramente simbolico risulta il trattamento degli immigrati in Tailandia con la presenza di mediatori. Sia come parte del processo di VN che del nuovo sistema di gestione del flusso immigratorio, la complessita’ di entrambe le procedure fa’ si che sia necessario un mediatore.

Se la Tailandia avesse un’intenzione veramente genuina a risolvere il problema dell’immigrazione, il costo di questi mediatori sarebbe tagliato fuori o comunque ridotto a favore di incentivi da dare agli immigrati ed ai loro datori di lavoro per potersi adattare al processo. Invece, la presenza del mediatore non e’ nella pratica regolata nonostante alcune direttive informali annunciate dal Ministero del Lavoro ed i costi rimangono “da estorsione” sia per l’immigrato che per il datore di lavoro. Voci abbondano riguardo chi c’e’ dietro a questi mediatori i cui ingenti profitti vanno ingiustamente a scapito degli immigrati.

Il 2 Giugno 2010, il Primo Ministro Abhisit Vejiajiva e’ intervenuto nel dibattito sull’immigrazione firmando un’ordine di formazione di un “centro speciale di soppressione, arresto e prosecuzione di lavoratori stranieri che lavorano in nero”. La repressione successiva e’ parte essenziale della strategia del governo di gestire formalmente l’immigrazione arrestando e deportando gli immigrati che si rifiutano di entrare nel processo di VN.

Il risultato e’ stata una bella documentata politica di “arresto ed estorsione” da parte della polizia e relativi ufficiali che ha coinvolto sia immigrati registrati che non registrati. La stampa internazionale ha iniziato ad esporre la mancanza di pratiche formali di deportazione che hanno visto gli immigrati Birmani cadere vittima di cicli viziosi di estorsione e traffico dove mediatori, ufficiali e milizie etniche in Mae Sot / Myawaddy e Ranong / Kaw Thaung erano tutti coinvolti.

Tra un annuncio del Vice Primo Ministro riguardo l’intensificazione controlli dei clandestini e nonostante il governo instista a dire che non ci sara’ mai piu’ un’altra opportunita’ dei birmani illegali per mettersi in regola senza uscire dal Paese, e’ stato appena annunciato un piano di regolarizzazione dei clandestini dovuto al fatto che manca manodopera a basso costo. Si trattera’ di vedere se il Governo iniziera’ a varare un serio programma di gestione immigrazione.

Tra gli immigrati continua ad esserci discriminazione sistematica con pregiudizi che aumentano la tensione sociale. Corruzione, minacce e sfruttamento, se non frenate, rendono i mediatori sempre piu’ forti. Gli immigrati continuano a subire lo sfruttamento dei loro datori di lavoro, una sistematica corruzione di ufficiali governativi (polizia in primo luogo ed altri che li devono proteggere) a cui si aggiunge ora il costo per mettersi in regola il quale, una volta formalizzato, sembra difficile che potra’ portare loro benefici poiche’ questa e’ stata l’esperienza di migliaia di immigrati birmani a Khon Kaen i quali, dopo aver completato la VN, non hanno ottenuto beneficio alcuno ed hanno deciso che troppo e’ troppo.

Diversi ufficiali di alto rango hanno dichiarato che e’ venuto il momento di sistemare questo casino in modo piu’ razionale, considerando diritti umani assieme ad altri bisogni quali sicurezza nazionale e bisogno economico. La commissione parlamentare sul lavoro ha fatto un disegno di legge sulla manodopera degli immigrati e Abhisit continua a dire che il censimento di quest’anno rivelera’ il numero di immigrati in Tailandia cosi’ da poter formulare politiche d’immigrazione in futuro anche se e’ evidente che il team di censitori ha difficolta’ a scovare gli immigrati poiche’ i loro padroni li tengono ben nascosti.

Sono passati oltre 20 anni di immigrazione irregolare e non e’ per niente bello pensare quanti immigrati hanno avuto la stessa sorte di Awa (discriminati anche da morti). Gli immigrati rimangono silenziosi e disorganizzati di fronte a tutto questo sfruttamento con solo una manciata di esempi positivi dei loro diritti nonostante vi siano centinaia di ONG che li assistono. Fintantoche’ il Governo Tailandese non provvede a varare in fretta delle norme per migliorare le loro condizioni, regnera’ sempre sfruttamento.

Forse e’ proprio ora che si discuta di moralita’ in tema di immigrazione poiche’ la maggior parte degli immigrati sono Birmani oppressi nella loro terra ed anche se si puo’ concordare sul fatto che la radice della causa migratoria non e’ responsabilita’ intera della Tailandia, questo Paese pero’ trae benefici enormi dalla massa di inermi lavoratori Birmani facilmente sfruttabili e pertanto ne deve accettare il pesante fardello assumendosi certe responsabilita’.

Se la Tailandia continua a dimostrarsi negligente verso gli immigrati pensando solo al loro sfruttamento senza mostrare alcun dovere a trattarli bene, forse si puo’ concludere che le tante amministrazioni sono riuscite a creare e sostenere una zona sociale senza leggi che possiamo vedere oggi dove gli immigrati non godono di meccanismi di protezione base, non rientrano nelle leggi e viene loro negato persino il piu’ basilare dei diritti umani.

Le politiche tailandesi hanno contribuito per tanto tempo allo sfruttamento immorale di questi lavoratori “temporanei”. Forse e’ arrivato il momento per la Tailandia di ricevere un po’ di condanna per violazione dei diritti umani contro i Birmani, cosa normalmente riservata solamente ai vicini dittatori.


Fonte: Andy Hall – consulente alla Fondazione Sviluppo Diritti Umani

venerdì 15 ottobre 2010

POLIZIA SCOVA SPACCIATORI A PHUKET




la banda di spacciatori arrestati durante l’operazione





Il Vice capo del consiglio di Kathu e’ stato arrestato durante un’operazione condotta dalla Polizia la quale lasciera’ i turisti di Patong senza fornitura regolare.

Somkorn Somboon, 44 anni, e’ stato arrestato la scorsa notte mentre incontrava un poliziotto in borghese in una stradina vicino all’intersezione di Kathu a Phuket. In prima serata, 2 spacciatori erano gia’ stati arrestati a Patong Beach.

L’operazione e’ iniziata in serata intorno alle 19:00 con l’arresto di Wiitaya Kinjamps, 34 anni, in un appartamento a Rat-U-Thit 200 Pee Road a Patong Beach dove la polizia ha trovato 6 sacche contenenti metamfetamine in pasticche da 1 grammo assieme a 30.000 baht.

Alle 21:00, Sineenart Nipat (39 anni) e’ stata arrestata in Soi Bansan dietro al Jungceylon con 8 sacche di pasticche e 14.000 baht indicando Somkorn come suo fornitore.

Nelle fasi seguenti, un poliziotto ha telefonato a Khun Somkorn chiedendo metamfetamine e gli e’ stato riferito di trasferire 11.000 baht nel conto bancario di Somkorn, dopodiche’ il poliziotto e’ andato all’incontro con una Honda Wave vicino all’intersezione di Kathu alle 23:00 circa la scorsa notte.

Al momento dell’arresto, Khun Somkorn aveva 3 sacchi contenenti metamfetamine in pasticche da 1 grammo. Tutti gli arrestati sono stati detenuti senza cauzione. La polizia pensa che siano spacciatori di lunga data che fornivano i turisti a Patong.


15/10/10 – Phuketwan.com

giovedì 14 ottobre 2010

I BIRMANI ACCUSANO LE AUTORITA’ TAILANDESI DI TRAFFICO UMANO



“...un poliziotto ha voluto 5.000 baht e gli ho detto che non li avevo. Poi mi ha detto che se andavo a letto con lui non mi avrebbe portato in stazione...”



Immigrati illegali in Tailandia hanno accusato le autorita’ di Ranong di venderli ai barcaioli contrabbandieri e di rendere le ragazze schiave del sesso a pagamento.

Due Birmane hanno riferito che la polizia di Ranong assieme ad ufficiali dell’Ufficio Immigrazione, chiedono soldi o prestazioni sessuali alle loro vittime dietro detenzione o vendita a mediatori qualora rifiutano di cedere alle richieste.

Una ragazza di 17 anni ha detto di essere stata costretta a lavorare come prostituta in un bar karaoke sin da quando ne aveva 13, vendendo il suo corpo a 350 baht a cliente dei quali 125 vanno al padrone e 100 all’ufficiale corrotto. Il bar karaoke dice di appartenere ad un poliziotto del posto.

Gli immigrati arrestati a Ranong, dopo un periodo di detenzione che varia, vengono selezionati in gruppi e marcati per consegna lungo il fiume Kraburi per la Birmania dove durante il trasferimento si incontrano le barche dei trafficanti.

Il traffico illegale dei Birmani e’ in corso da diversi anni dove a migliaia vengono catturati e sfruttati.

Ranong si trova al confine piu’ vicino tra Birmana ed il Sud delle 14 provincie Tailandesi che comprende localita’ di turismo internazionale quali Phuket, Krabi e Kao Lak.

Paradossalmente, il processo ha il tacito consenso delle vittime stesse le quali preferiscono essere sfruttate sessualmente o essere vendute come forza lavoro nell’industria di gamberi e gamberetti piuttosto che essere consegnati alle autorita’ Birmane le quali riservano loro un lungo imprigionamento e a volte torture.

Queste sono le informazioni date da Ae e Mo (nomi inventati), 2 donne Birmane le quali rischiano maltrattamenti dalla Polizia e dagli Ufficiali Tailandesi qualora venissero scoperte. La loro storia combacia con quella di altri Birmani che hanno avuto la stessa sorte.

A Gennaio 2009, l’esercito Tailandese ha rimandato in mare centinaia di Rohinghya (gruppo etnico musulmano) trovati su barche alla deriva al largo di Ranong. Molti di loro si stima che siano morti in mare.

Per diversi anni, la vittimizzazione di migliaia di immigranti Birmani in Tailandia ha preso piede senza alcun intervento del governo. Oggi non e’ cambiato nulla nonostante che il comportamento con i Rohingya abbia ricevuto attenzione internazionale e dopo l’incidente nel 2008 dove 54 Birmani sono morti soffocati dentro ad un camion che ne conteneva piu’ di 100 diretti a Phuket.

Una vita di lavoro legale o illecito nelle societa’ di costruzione a Phuket, rappresenta il sogno di molti Birmani i quali preferiscono la vita da cani seclusi in Tailandia piuttosto che poverta’ e fame nella loro Terra.

Il racconto di Ae e Mo avviene proprio a ridosso della Conferenza Internazionale Anti-Corruzione che si terra’ a Bangkok a Novembre a cui parteciperanno circa 1500 delegati da tutto il mondo. Sihasak Phuangketkeow e’ il presidente del Consiglio ONU sui Diritti Umani in Tailandia.

Mo ha 17 anni e dice di essere orfana. Non ha nessun ricordo dei suoi genitori e dice di essere stata cresciuta da una donna a Victoria Point, il paese Birmano piu’ vicino a Ranong.

Quando avevo 6 anni, sono stata portata in Tailandia dalla donna che mi ha cresciuto dopo che i miei genitori sono morti. Mi ha portato nella provincia di Chumpon dove lei lavorava per un’azienda ittica. A 13 anni, mi ha venduto al proprietario di un karaoke bar per 70.000 baht. Mi pagava 4.000 baht al mese ma il salario andava alla donna. Servivo ai tavoli, pulivo il bar ed intrattenevo i clienti. Se i clienti mi davano la mancia, me la custodivo gelosamente. Ho detto al proprietario che volevo andarmene e mi ha risposto che non potevo poiche’ aveva pagato per me e quindi non potevo scappare. Poi, ho incontrato un uomo Birmano gentile che mi ha dato lavoro in un’azienda ittica. Ho potuto cosi’ risparmiare per 1 anno ed ho incontrato Ae che stava cercando lavoro. Ae aveva deciso di ritornare a Ranong ed io andai con lei”.

Prima che lasciassimo Chumpon, la polizia ci ha fermato per strada chiedendoci 7.000 baht a testa come prezzo per lasciarci andare. Ae riferi’ di non avere quei soldi ma io avevo qualche risparmio e riuscii a negoziare un prezzo di 3.000 baht e quindi fui libera di andarmene”.

Ae invece rimase in prigione 1 mese per poi essere messa su un camion con destinazione Ranong assieme ad altri Birmani. Incontrai Ae a Ranong. Ero senza lavoro e senza soldi, cosi’ decisi di andare in Soi 3 (la zona bordelli di Ranong) e lavorare in un karaoke di proprieta’ di un poliziotto che aveva in custodia la mia carta d’identita’. Il cliente pagava 350 baht per fare sesso di cui 125 andavano al padrone e 100 all’ufficiale corrotto dell’Immigrazione. Dovevo lavorare ogni giorno con 4 o 5 clienti. Alla fine sono scappata ed ho incontrato Ae ma il proprietario mi ha scovata con l’aiuto di un suo scagnozzo e mi ha portata indietro nel bar”.

Poi mi sono malata e sono finita all’Ospedale di Ranong, dopodiche’ Ae mi ha preso e portata a stare presso un’altra amica. Sono stata fermata da un poliziotto al quale ho detto che la mia carta d’identita’ ce l’aveva il padrone del bar in Soi 3. Il poliziotto mi ha chiesto 2.000 baht che non avevo e pertanto mi ha portato in stazione. Al processo, mi hanno dato una multa di 2.000 baht che significa servire 10 giorni in galera a 200 baht al giorno, dopodiche’ mi hanno spedito al centro detenzione dell’Immigrazione”.

Una donna poi mi ha notato domandandomi se nessuno era venuto a pagare la cauzione per me alla quale ho risposto di no. La donna ha quindi pagato 1.500 baht all’Immigrazione e mi ha portato via in camion assieme ad altre 20 donne e circa 30 uomini. Siamo poi saliti su 2 barche, una per gli uomini e l’altra per le donne. Avevamo tutti i polsi legati. Vicino a Victoria Point, una barca poi ci e’ venuta incontro. L’uomo sulla barca aveva una lista delle persone da prendere a bordo. Altre 4 ragazze assieme a me sono state messe sulla barca e riportate in Tailandia mentre tutti gli altri sono stati portati in altre barche diverse”.

“Non abbiamo mai visto nessuna autorita’ Birmana. Sapevo che eravamo diretti in Tailandia ma non sapevo dove. La donna che aveva pagato 1.500 baht per me attendeva al molo di attracco. Per ognuna di noi, ha pagato 2.000 baht”.

“Un minivan ci ha poi portato al distretto di Kraburi a lavorare in una piantagione di gomma. Dopo 6 settimane, la donna mi ha detto che mi avrebbe trovato un marito. Ho quindi fatto amicizia con un uomo che mi ha portato a far compere al mercato locale ma alla prima occasione sono scappata con 1.000 baht in tasca ed ho preso il bus per Ranong dove ho di nuovo incontrato Ae”.

Ae ha 23 anni e dice di aver vissuto a Ranong per oltre 10 anni essendo arrivata con altri 8 membri della famiglia i quali hanno cominciato a vendere vestiti e sono rimasti.

Circa 4 anni fa, la mia famiglia ha deciso di ritornare in Birmania. Con i risparmi accumulati, avevano deciso di aprire un negozio mentre a me piaceva stare in Tailandia e pertanto sono rimasta. La vita e’ piu’ dura in Birmania. Quando ho bisogno di soldi, qualche volta lavoro al bar. Il proprietario di un bar ha preso la mia Carta d’Identita’ e se l’e’ tenuta”.

“Ho girato un po’ la Tailandia andando a Samui, Nakkornsitammarat ed anche Phuket. Al posto di controllo di Tachatchai la polizia mi ha chiesto la Carta d’Identita’ alla quale ho risposto che abitavo a Phuket e l’avevo dimenticata in casa. Non hanno sollevato obiezioni facendomi passare. Parlo il Tailandese piuttosto bene”.

Una volta a Chumphon, ho incontrato Mo e sono stata arrestata in quanto non avevo Carta d’Identita’ e soldi. Mi hanno detenuto per poi mandarmi a Ranong con la celere. All’Immigrazione, mi hanno chiesto soldi ma ho detto loro che avevo solo 1.500 baht sufficienti solo per il viaggio a Victoria Point”.

Quando ho poi trovato soldi, sono ripartita per la Tailandia con in mano un visto di 1 settimana. Da allora, non sono piu’ ritornata. Una notte, un poliziotto mi ha fermata a Ranong. Non avevo la carta d’identita’. Ha voluto 5.000 baht e gli ho detto che non li avevo. Poi mi ha detto che se andavo a letto con lui non mi avrebbe portato in stazione. Alla fine, si e’ preso 1.500 baht”.

Quando incontriamo la polizia Tailandese, chiedono sempre soldi. Ricordo una volta in cui 3 uomini vennero a casa mia poiche’ stavano cercando Mo la quale era andata a casa di una nostra amica. Dopo avermi picchiata, gli uomini mi hanno portato su una collina dove pensavo che mi avrebbero ucciso poiche’ non volevo dire loro dove si trovava Mo. Mi hanno poi portata a Ranong in un bar di Soi 3 e ammanettata ad un tavolo. Le manette non erano cosi’ strette cosi’ sono riuscita a liberarmi e fuggire. Sono ritornata nella mia stanza a prendere le mie cose per poi andare a vedere Mo”.

Adesso, durante il giorno non ho paura se qualcuno mi nota. Di notte e’ diverso poiche’ e’ piu’ pericoloso. La polizia qui’ fa’ soldi sulla pelle dei Birmani in ogni momento. Anche Birmani in regola subiscono minacce di venire beccati in possesso di droga (messa dal poliziotto) qualora rifiutino il pagamento del pizzo”.

Mo ed Ae dicono di voler continuare la loro vita in Tailandia, probabilmente a Ranong. Non sanno rispondere a domande che riguardano il loro futuro. Il Colonnello capo dell’Ufficio Immigrazione a Ranong afferma che tutte le domande rivolte a lui devono dapprima avere l’approvazione dei suoi superiori a Bangkok.


Fonte: Phuketwan

lunedì 11 ottobre 2010

TRUFFA JET-SKI NON SI PLACA




"Naiman JJ ha chiesto
25.000 baht l’uno poiche’ ci ha detto che l’acqua salina e’ entrata ed avrebbe rotto il motore"





Un gruppo di turisti dalla Malesia e Singapore hanno reclamato di aver ricevuto un conto di 50.000 baht per essersi capovolti in acqua con 2 jet-ski a Patong Beach durante il fine settimana.

Il gruppo ha tirato fuori 900 dollari Singaporeani (50.000 baht circa) di danni richiesti dall’operatore che risulta essere Winai “JJ” Naiman (nella foto, seduto al banco).

Naiman gestisce un gruppo di jet ski ed ha raggiunto una certa notorieta’ lo scorso anno apparendo in un episodio della serie televisiva britannica “big trouble in Thailand” (grosso guaio in Tailandia).

Derrick Wong ha riferito da Singapore che lui e 16 amici sono stati in vacanza a Patong Beach ed hanno noleggiato 4 jet-ski Sabato 9 Ottobre.

“Due jet-ski si sono capovolti in acqua” dice Wong “e quando li abbiamo portati indietro, Naiman ha chiesto 25.000 baht l’uno poiche’ ci ha detto che l’acqua salina e’ entrata ed avrebbe rotto il motore”.

Gli amici erano tutti ex-compagni di scuola provenienti dai distretti di Kulai e Johor in Malesia.

Essendo la prima volta a Phuket, non sapevamo cosa fare” dice ancora Wong “ci hanno mostrato tutti i documenti che i miei amici avevano firmato e dopo circa 30 minuti e’ arrivato un tizio che solo dopo abbiamo saputo identificare come JJ”.

Alcuni del gruppo sono andati al Baramee Resort dove alloggiavano e sono poi ritornati con 900 dollari Singaporeani. “Erano tutti i soldi che avevamo” aggiunge Wong.

Wong dice di aver identificato JJ solo dopo che questo gli avrebbe detto “puoi cercarmi su Internet”.

Circa un’ora dopo l’accaduto, i jet-ski sono stati portati via dalla spiaggia e Wong afferma che la loro vacanza era andata bene prima della truffa, aggiungendo “molti di noi non ritorneranno piu’ a Phuket”.

La loro guida ha consigliato loro di pagare “per ragioni di sicurezza” e Anusorn Salae - Presidente dell’Associazione Jet-Ski di Phuket – ha detto che e’ difficile commentare sul fatto senza sapere se i jet-ski in questione figurano tra i 219 registrati a Patong.

Sia i jet-ski registrati che quelli non registrati, fanno sempre firmare dei documenti ai passeggeri ai quali spetta controllare se i jet-ski sono assicurati.

A Patong, ad alcuni jet-ski viene permesso di operare ancora senza assicurazione” dice Anusorn aggiungendo che l’assicurazione non copre il capovolgimento del mezzo.

A Bang Tao beach, dove ci sono alcuni operatori di jet-ski, ai passeggeri viene riferito che il massimo da pagare se il jet-ski si capovolge e’ di 3.000 baht. Anusorn inoltre dice che qualsiasi cifra superiore, significa includere anche il mancato guadagno per il tempo in cui il mezzo e’ sotto riparazione.

Vorrei sapere se i jet-ski in questione sono legali o no” dice ancora Anusorn “sebbene sia io il Presidente dell’Associazione, non sono pero’ in controllo delle operazioni quotidiane dei jet-ski a Patong”.

La situazione e’ migliorata ma alcuni operatori non si sono ancora messi in regola con l’assicurazione e non c’e’ nessun controllo da parte delle autorita’” dice Anusorn che aggiunge “i turisti che si sentono truffati dovrebbero rivolgersi alla Polizia. Solo cosi’ possiamo garantire il giusto trattamento”.

L’anno scorso, c’e stato scalpore quando la televisione inglese ha mandato in onda un episodio dove Naiman ha in mano un fucile con il quale si confronta con un marines Britannico. Tale incidente e' stata la miccia che ha costretto l'allora Governatore di Phuket a dare via ad un programma assicurativo per i jet-ski a Phuket dopo che tra l’altro sono piovute diverse lettere di protesta al Primo Ministro Tailandese dalle Ambasciate a seguito dei tanti turisti truffati (guarda video)..

Nessun provvedimento e’ stato preso contro Naiman poiche’ lo stesso ha affermato che l’episodio in questione fosse in realta’ tutta finzione davanti alle telecamere, cosa seccamente smentita dai produttori dell’episodio i quali invece ne hanno dichiarato l’autenticita’.


11/10/10 Fonte: Phuketwan

domenica 10 ottobre 2010

PORNO MINORILE ANCORA IN VENDITA NONOSTANTE LE ‘RETATE’

"Il Colonnello Saravuth ha ammesso la difficolta’ nel prendere i venditori con il sorcio in bocca poiche’ si dileguano prima dell’arrivo della polizia"



Pornografia minorile ed altri DVD espliciti sono ancora esposti in vendita lungo Sukhumvit Road nonostante la repressione promessa della polizia. In alcuni casi, si e’ addirittura osservato un aumento dei DVD pornografici venduti i quali, oltre alla pornografia minorile, contenevano gay e bestiality.

Saravuth Chindakham, capo della stazione di polizia di Lumpini, ha riferito che i suoi uomini stavano cercando di reprimere i venditori.

La repressione e’ stata eseguita dietro ordine del capo della Polizia Metropolitana della 5 Divisione – Generale Maggiore Anuchai Lekbamrung – a seguito di un articolo pubblicato il 3 Ottobre in cui si citava la vendita di materiale pornografico contenente materiale pedofilo tra Soi 3 e 21. Il Colonnello Saravuth ha ammesso la difficolta’ nel prendere i venditori con il sorcio in bocca poiche’ si dileguano prima dell’arrivo della polizia. La tattica utilizzata era quella di fingersi acquirenti.

“Perlomeno, sentendo il fiato della polizia sul collo, il loro business diventa piu’ difficile” afferma Saravuth.

Durante un nuovo sopralluogo di alcuni giornalisti che si sono appostati per ben 2 ore ogni notte osservando tali bancarelle per 1 settimana, non e’ stato visto nessun tentativo della polizia di confisca del materiale cosiccome nessun arresto ma anzi i venditori sono sembrati non aver timore alcuno di un’eventuale azione repressiva della polizia.

Venerdi’ sera, uno dei piu’ grossi venditori dell’area aveva ancora pornografia minorile in vendita.

“Che cosa vuoi ? Thai, Giapponese o Europeo ?” chiede il venditore ai turisti passanti, compresi genitori con bambini.

Quando un passante si e’ fermato a guardare, il venditore gli ha chiesto “ Vuoi ‘Lolita’ ? “, indicando la copertina di bambini sotto i 10 anni. “ Posso venderti un film per 100 baht o 6 per 500. Compra adesso. “

La quantita’ di pornografia minorile esposta varia durante il giorno, tuttavia abbiamo notato essere sempre disponibile dopo le 20:00.

Un venditore si e’ pure vantato di avere pornografia minorile disponibile su DVD invece che CD dove la qualita’ e’ compromessa.

Un diplomatico straniero che abita nella zona e che ha seguito la situazione da quando la cosa e’ stata pubblicata, afferma di essere stupefatto che il materiale non sia stato ancora confiscato.

“Non devono mettere in piedi un’operazione massiccia o fare tanti arresti, devono solo tirare via il materiale cosi’ che migliaia di passanti non possano vedere” dice il diplomatico che preferisce rimanere nell’anonimo, il quale aggiunge che l’inerzia delle forze dell’ordine potrebbe rafforzare i venditori i quali si sentono di continuare se non incrementare il business in quanto ben protetti da qualche potente.

Alcuni venditori si sono insospettiti durante il sopralluogo dei giornalisti che chiedevano pornografia minorile ed hanno immediatamente fatto sparire il materiale per poi esporlo nuovamente dopo 2 ore.

Uno dei venditori ha detto di essere al corrente dell’articolo sulla loro vendita di pornografia minorile pubblicato Domenica 3 Ottobre ma di non essere preoccupato di venire arrestato poiche’ la storia non e’ stata pubblicata da un giornale in lingua Tailandese.


10/10/10 Fonte: Bangkok Post

sabato 9 ottobre 2010

PHUKET 2010/2011: PREVISTO FLUSSO RECORD DI TURISTI



Il numero totale di partenze/arrivi da Ottobre 2009 a Settembre 2010 ha toccato i 6,7 milioni, per questo si desume il superamento di tale quota



Il numero di passeggeri da/a Phuket e’ previsto in forte aumento con previsioni che vedono addirittura frantumare i 6 milioni di persone o addirittura i 7 milioni.

Prathuang Sornkhom - Direttore dell’Aeroporto di Phuket – ha riferito di prevedere un incremento del 25% nel periodo Novembre-Aprile rispetto allo scorso anno.

Tali previsioni vanno oltre il limite previsto di 6,5 milioni di passeggeri per cui l’aeroporto e’ progettato.

Il numero totale di partenze/arrivi da Ottobre 2009 a Settembre 2010 ha toccato i 6,7 milioni, per questo si desume il superamento di tale quota.

Prathuang afferma che AOT – la compagnia Statale che gestisce l’aeroporto di Phuket – riconosce che deve agire in fretta per aumentare la capacita’ dell’aeroporto.

Attualmente, 38 compagnie aeree arrivano e partono da Phuket, per la maggior parte da Australia, Cina, Korea ed Europa.

Qatar Airways opera 6 voli a settimana da Doha a Phuket e AirAsia annuncera’ voli da Phuket a Bali a Novembre. Bangkok Airways ha nuovi voli da Phuket a Trat via Samui.

La piu’ grossa incognita rimane come le autorita’ intendono far fronte al progetto di espansione dell’aeroporto a 12,5 milioni (se non 15 milioni) di passeggeri all’anno al quale Prathuang risponde che la discussione si sviluppera’ meglio una volta che si avra’ la nomina della compagnia appaltatrice dei lavori di espansione.

Il test piu’ grosso per i dirigenti dell’aeroporto ed i costruttori, sara’ l’aumento graduale della capacita’ di transito passeggeri per mezzo di alterazione ai terminali ed alle infrastrutture senza dover chiudere tali accessi.

Serirat Prasutanond – Presidente di AOT – ha riferito ad Agosto durante un seminario a Phuket che l’espansione a 12,5 milioni di passeggeri all’anno avverra’ entro Marzo 2014 ed ha anche aggiunto che sara’ necessario demolire l’ala che contiene le stanze dello staff aeroportuale se si vorra’ arrivare a 15 milioni, stima del tutto supportata dalle cifre proiettate che vedono un aumento del numero passeggeri internazionali piuttosto di quelli domestici.

I viaggiatori che arrivano a Phuket, avvertono la facilita’ di connessione a posti strategici quali Singapore, Hong Kong e Kuala Lumpur.

Phuket sta diventando sempre piu’ diversa da Bangkok come attrazione turistica tanto quanto lo e’ Hong Kong da Pechino.

A seguito di questo aumento di flusso passeggeri, diventa priorita’ assoluta per le autorita’ trovare il giusto equilibrio tra la rapida espansione sia del turismo che del settore della proprieta’ e la preservazione della bellezza naturale nella regione.


9/10/10 Fonte: phuketwan

mercoledì 6 ottobre 2010

CORRUZIONE A PATONG: LE VITTIME DICONO 'BASTA'





"Se non ci fossero le bustarelle, i prezzi a Patong scenderebbero del 50%”




Il livello di corruzione a Phuket e’ stato rivelato oggi quando il capo dell’Associazione Esercizi Pubblici di Patong ha riferito che le attivita’ continuano a dare bustarelle a 14 uffici governativi o correlati e che e’ arrivato il momento di dire basta.

Le richieste pervenute da altri 3 uffici governativi di pagare bustarelle, hanno fatto alzare loro le mani. “Fin’ora, ne abbiamo tollerate 14 ma oltre a cio’ e’ pura avidita’ “ hanno detto.

Le rivelazioni non avranno grosso impatto per i migliaia di turisti che ci si aspetta arrivino a Phuket, eccezione fatta per i costi che comporta la corruzione i quali alla fine ricadono sul turista.

Se il turista si trova ad essere tra coloro che si divertono oltre l’orario limite di chiusura, allora e’ anche tra coloro che ne trarranno beneficio.

Weerawit Kuresombut – Presidente Associazione Esercizi Pubblici di Patong – si e’ sfogato durante una riunione organizzata da Pian Keesin Sindaco di Patong Beach (foto) per discutere sul “Futuro di Patong” e diverse persone avevano gia’ previsto che la troppa corruzione fosse l’argomento principale.

“Ci sta bene pagarne 14” dice Weerawit che rappresenta circa 400 tra bar e club a Patong “ma se altri gruppi arrivano a chiederne ancora, dovremo negoziare con loro e se non raggiungiamo un’accordo, non possiamo garantire cosa succedera’ “.

Si stima che siano circa 500 i locali a Patong che pagano bustarelle a diversi uffici governativi i cui costi ricadono alla fine ai turisti.

Alla fine dell’incontro, Weerawit ha detto ai giornalisti che le piccole attivita’ normalmente pagano una bustarella di circa 20.000 baht al mese mentre un nightclub grande puo’ arrivare ad una bustarella di 120.000 baht sempre da distribuire ai 14 “soci”.

“Se non ci fossero le bustarelle, i prezzi a Patong scenderebbero del 50%” dice ancora Weerawit aggiungendo che “i pagamenti vengono sempre fatti in contanti e nei registri contabili figurano sotto la voce affitto. Il sistema e’ accettato a Phuket in quanto alla fine e’ il turista che paga”.

L’incontro, tenutosi al campo di calcio di Loma Park, ha attirato circa 500 persone compresi un numero di commercianti e tassisti sia di tuk-tuk che di motociclette i quali sono arrivati a piedi con uno striscione inneggiante alla costruzione di un tunnel che collega Patong Beach a Kathu.

Il tunnel e’ il progetto favorito dal Sindaco Pian il cui figlio Preechavude “Prab” Keesin e’ Presidente dei Tassisti di Patong.

Il dibattito ha toccato la corruzione quando Khun Prab, seduto tra la gente, ha fatto una domanda a suo padre riguardo il problema del rumore e del parcheggio a Patong Beach a cui il Sindaco ha risposto “stai parlando di corruzione, vero ? Allora parlero’ personalmente alle persone che chiedono denaro da voi. Gente influente a Bangkok conosce il problema e lo risolvero’ con loro“.

Appena dopo che Khun Pian ha parlato, Khun Weerawit ha preso la parola e rivolto alla gente ha detto che gli esercizi pubblici di Patong erano gia’ preparati a pagare 14 diversi uffici governativi ma che ora altre agenzie governative volevano bustarelle.

A Novembre, 1500 delegati arriveranno a Bangkok da oltre 130 Paesi per la Conferenza Internazionale Anti-Corruzione ed il Primo Ministro Abhisit Vejjajiva ha gia’ iniziato a stressare l’importanza di trovare una soluzione alla corruzione in Tailandia.


6/10/10 – Fonte: Phuketwan.com

martedì 5 ottobre 2010

DUELLO CON SPADA E PISTOLA A PHUKET

Due uomini che durante un litigio per una cantante di un karaoke si sono confrontati con spada e pistola, hanno continuato ad insultarsi nel reparto di emergenza dell’Ospedale Vachira a Phuket Town dove sono stati ammessi domenica 3 Ottobre e sdraiati su barelle vicine una all’altra con ferite estese sul corpo.

“Sarawoot Suttikan 36 anni e Nipot Chairat 38, si erano gia’ presi a cazzotti per la cantante 1 mese fa’ “, dice la Polizia di Chalong.

“Nipot aveva perso la scazzottata e domenica sera e’ andato a casa di Sarawoot a Chalong sfidandolo a venire fuori”, dice ancora la Polizia.

Nipot - volontario del Dipartimento di Mitigazione e Prevenzione Disastri (vedi foto) – portava una pistola registrata. Sarawoot e’ uscito con una spada ed a quel punto Nipot ha estratto la pistola e sparato 6 colpi di cui uno ha centrato il braccio di Sarawoot.

Entrambi sono stati portati in ospedale dove hanno continuato ad insultarsi ed entrambi sono accusati di tentato omicidio.

4/10/10 Fonte: Phuketwan.com

I CITTADINI DI PATONG SI FANNO SENTIRE SULLA CORRUZIONE



“lo scorso Marzo, il Sindaco di Patong Beach ha detto che la corruzione tra tuk-tuk e polizia deve sparire...”




Pian Keesin – Sindaco di Patong Beach a Phuket – invita i cittadini a discutere il “Futuro di Patong” in una riunione prevista per mercoledi’ 6 Ottobre. Cartelloni dispiegati in citta’ (vedi foto) informano dell’evento dove e’ prevista la partecipazione di circa 2000 persone e che si terra’ nel campo di calcio davanti al Loma Park dalle 15:00 alle 18:00 assieme al buffet offerto.

In uno sforzo di trasparenza, una riunione molto meno numerosa si era gia’ avuta a Marzo 2010 quando il Sindaco Keesin ha risposto alle domande di un gruppo pre-selezionato e da tale riunione era emerso che i tuk-tuk pagano la polizia ed altre autorita’ per avere il miglior posto parcheggio piazzato sul lungomare.

Il Sindaco afferma che si deve prima debellare la corruzione per vedere migliorare le cose e la stessa cosa viene ribadita da una lettera pervenuta al Governatore di Phuket dalla Commissione per i Diritti Umani in Tailandia.

Il problema della corruzione e’ il piu’ importante da sconfiggere non solo a Patong Beach ma anche a Phuket Town. Persino le persone corrotte iniziano a rendersi conto che si e’ andati oltre.

Sebbene Phuket veda ancora tanti turisti, molti di questi non sempre ne traggono una buona impressione come gia’ affermato da Jim McCoy un’australiano padrone di un’agenzia viaggi. “La mia paura e’ che Phuket diventi come Pattaya” dice Jim, aggiungendo “trovo veramente seccante passeggiare nelle vie di Patong ed avere venditori che ti assalgono con inviti al ristorante e poi il ping pong show, il vestito, il tuk-tuk, i cd, gli orologi ..... diventano sempre piu’ assillanti”.

Se Jim andasse all’evento, sicuramente avrebbe qualcosa da dire anche riguardo gli immigrati illegali e le tariffe dei tuk-tuk. “I tuk-tuk sono la vera piaga” afferma. “Sono troppo cari e in alcuni casi anche pericolosi”.

Lo scorso Marzo, il Sindaco ha detto che la corruzione tra tuk-tuk e polizia deve sparire mentre invece c’e’ chi gia’ pensa ad aggiungere 150 tuk-tuk ai gia’ 700-800 operativi solo a Patong Beach.

Jim McCoy dice “credo che sia questo tipo di Mafia che il Governatore ed il Governo a Bangkok dovrebbero veramente affrontare poiche’ cio’ lascia il sapore piu’ amaro nella bocca dei turisti i quali, una volta ritornati a casa, invitano i loro conoscenti a non andare a Phuket poiche’ il turista viene spennato. Inoltre, non credo che abbia senso la costruzione di un tunnel tra Patong Beach e Kathu quando non esiste un reale servizio di trasporto pubblico sull’isola”


2/10/10 Fonte: C. Sidasathian e A. Morison – Phuketwan.com