mercoledì 29 settembre 2010

FARANG NON POSSONO CAPIRE I THAI

Premesso di non aver letto molto riguardo un articolo (Bangkok Post del 31 Agosto) nel quale si riaffermava l’impossibilita’ degli occidentali a capire la Tailandia, vado comunque a ribadire il mio pensiero a tale ripetuta e stra-ripetuta affermazione da parte di coloro che tentano di giustificare le magagne presenti in una Civilta’ il cui livello educativo e’ sempre stato esclusivo appannaggio dei ricchi.

Cari Tailandesi, lasciatevelo dire una volta per tutte:

1) se volete veramente sapere cosa succede nel vostro Paese (e non le baggianate che il potere elitario vi fa’ credere), spesso dovete ricorrere proprio ad occidentali che stanno in capo al mondo come ne abbiamo avuto testimonianza in eclatanti casi di corruzione come pure per l’identificazione di malesseri dilaganti nella vostra societa’ soprattutto riguardo casi che implicavano diritti umani e traffico umano.

2) esaltate tanto Monarchia e Buddismo ma ne sapete ben poco aldila’ di recitare a memoria i 5 precetti Buddisti e dare cibo ai Monaci alle 6 di mattina. A scuola, imparate a memoria le preghiere in Pali non sapendo quello che state dicendo senza aggiungere che molti di voi dimenticano presto i precetti e le preghiere quando avvertono l’aroma di una banconota da 1000 baht in piu’ nel loro portafoglio. In una parola: predicate discretamente e razzolate malamente.

3) il vostro “modo Tailandese” di cui ne andate cosi’ fieri e nel quale siete cosi’ profondamente ingarbugliati, spesso vi impedisce di capire il vostro Paese ostacolandovi nella ricerca della verita’ riguardo fatti ed avvenimenti. Per dirlo in modo metaforico: “quando guardate avanti, l’orizzonte che si prospetta e’ costituito dalla punta del vostro naso”.

Superstizione, prevalenza dell’immagine sulla sostanza, preservazione dell’armonia sociale sulla verita’, eccessiva tolleranza naturale verso i malesseri sociali, minimizzazione dei problemi invece che affrontarli con determinazione e pugno fermo, indifferenza ed ignoranza dilaganti. Queste situazioni “mai pen rai” sono solo alcune caratteristiche del vostro “esser Thai” .

Poiche’ anche l’acceso vostro orgoglio e’ caratteristica del vostro essere Thai, non ammetterete mai l’evidenza ossia che gli occidentali (Farang) sono un assetto per la Tailandia in tutti i sensi: economico, educativo, informativo, ambientale e sociale. Certamente, questo non vale per tutti poiche’ le mele marce esistono ed esisteranno sempre. Nonostante cio’, se c’e’ una mela marcia non si butta via tutto il cesto. L’obiettivita’ con cui spesso gli occidentali guardano la societa’ Tailandese e’ il vostro unico modo per venire a sapere di certe verita’ le quali sarebbero altrimenti totalmente invisibili ai vostri occhi.

Cio’ detto, c’e’ qualche mosca bianca tra di voi come Voranai, Sanitsuda e Sawai. Giornalisti che, da Tailandesi, abbandonano il loro “esser Thai” per un piu’ proficuo “essere obiettivi” e lo fanno con saggia autocritica costruttiva.

Come gia’ affermato in precedenza da Sawai Boonma “ ... siamo sempre pronti a puntare il dito verso altri ma mai a noi stessi...

Tutto questo e’ per me segno che si e’ oramai arrivati alla frutta. Dare la colpa agli stranieri quando qualcosa non va’ e’ sempre stato il gioco preferito del potere elitario che vede il proprio status sociale tremare quando emergono certe magagne.

La rivolta di Maggio 2010 a Bangkok non e’ nient’altro che l’apoteosi di questo lungo autoinganno elitario che fa’ oramai acqua da tutte le parti.

Per troppo tempo l’establishment ha mantenuto (e mantiene) il potere contando su fattori quali forze armate, slogan, posizioni strategiche in tutti i settori (soprattutto quello giudiziario), capri espiatori e (cosa piu’ importante) mantenimento dell’ignoranza tra la popolazione tramite la censura ed un’educazione scolastica inesistente o ridicola.

Se il significato dell’essere unicamente Thai e’ per voi sinonimo di vanto, non direi tanto per cio’ che e’ successo con l’asta 3G e Map Tha Phut per dirne solo alcuni dove, manco a dirlo, non sono saltate fuori responsabilita’ ma dita che puntano all’altro facendo il giro del tavolo con il solito scarica barile ed un inconveniente: nel tavolo, non ci sono Farang a cui dare la colpa.

I Farang stavolta sono tutti fuori che vi osservano senza alcuna voglia di perder tempo a voler capire..........

Nessun commento: